PostHeaderIcon La torta caprese

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Sapete cos'è quel disegno sulla torta? Sono i famosissimi faraglioni di Capri (leggete in calce all'articolo)

Indovinate un po’ perché si chiama così?

La torta caprese è un antico dolce napoletano, originario dell’omonima isola. Una delizia a base di cioccolato e mandorle senza aggiunta di farina che si presenta piuttosto basso, croccante all’esterno ma umido e morbido al suo interno.

Diffusa, oltre che a Capri, soprattutto nella Penisola sorrentina e in costiera amalfitana, sarebbe un’involontaria creazione della pasticceria moderna caprese, risalente agli anni Venti del secolo scorso. La scrittrice sorrentina Cecilia Coppola ne racconta la storia nel suo libro Zeppole, struffoli e chiffon rosso. Secondo questo racconto,  nel 1920 circa, un cuoco di nome Carmine di Fiore era in procinto di preparare una torta di mandorle per tre malavitosi americani, giunti a Capri per conto di Al Capone, quando, nella fretta di preparare il suo dolce, dimenticò un ingrediente che sembrava fosse fondamentale: la farina; quando se ne accorse era troppo tardi e i tre andavano di fretta, quindi, il cuoco fu costretto a servire la torta così come era venuta. Il risultato fu a dir poco stupefacente: la torta era ottima al punto che i tre americani ne pretesero la ricetta e il nome, per cui su due piedi il cuoco la battezzò “caprese”, iniziando a produrla con regolarità.
Nacque così una delle chicche dolciarie italiane, che non lascia mai indifferenti e che, grazie all’assenza di farina è ideale anche per i celiaci.

INGREDIENTI


250 g di mandorle pelate e leggermente tostate

(se le trovate aggiungetene anche due amare)

200 g di zucchero

5 uova

9 fette biscottate

(oppure 12 savoiardi – in questo caso riducete lo zucchero a 150 g)

200 g di burro morbido

200 g di cioccolato fondente di buona qualità (con alta percentuale di cacao)

1 cucchiaino di lievito

zucchero a velo per lo spolvero finale

PROCEDIMENTO

Fondete il cioccolato a bagnomaria. Tritate i biscotti finemente e le mandorle alla grandezza di mezzo chicco di riso. Montate il burro con lo zucchero fino a renderlo spumoso. Incorporate un uovo alla volta, aggiungedo il successivo solamente quando quello precedente si sarà ben incorporato. Lavorate ancora qualche minuto ed amalgamate il tutto con il cioccolato fuso, i biscotti e le mandorle tritate. Aggiungete anche il lievito e miscelate. Versate il composto in uno stampo tondo (come quello per la pastiera) imburrato ed infarinato, tenendo presente che l’impasto dovrà raggiungere un’altezza di circa 2-3 cm. Cuocete a 160°/180° per 45′ ca. Il risultato finale dovrà essere una torta non secca, ma umida all’interno che, come diciamo a Napoli, “nun s’annozza in ‘ncanna” ( non rimane in gola ). Sfornatela, lasciatela raffreddare e copritela con lo zucchero a velo (magari misto a cannella).

Cosa dovete sapere sui faraglioni di Capri:
I faraglioni sono degli imponenti “scogli ” che emergono dal mare dalla parte meridionale dell’Isola di Capri, tre sono quelli piu’ importanti il primo faraglione è chiamato Stella ed unito alla costa.
Il secondo detto “quello di mezzo” dove passano anche navi piccole grazie alla galleria naturale nella parte bassa in ultimo ma non in termine di importanza c’e’ il terzo farglione denominato “Scopolo”.
Per apprezzare in pieno la bellezza dei tre famosi faraglioni bisogna recarsi sul belvedere di Tragara, dove si coglie un’eccezionale vista sui faraglioni e sul mare che si estende incontrastato.
Il primo chiamato “Stella” è alto 109 metri ed è unito alla costa, il secondo detto “Faraglione di Mezzo”, alto 81 metri è provvisto di una galleria naturale, lunga circa 60 metri che lo attraversa per intero, il terzo faraglione denominato “Scopolo” è alto 104 metri, quest’ultimo è abitato dalla lacerta muralis coerulea (lucertola azzurra), rarità zoologica oggi salvaguardata, che presenta una particolare colorazione blu lungo tutto il corpo: prima si pensava che vivesse solo a Capri, ma pare sia presente su altri faraglioni lungo la costa siciliana.
Un quarto faraglione, si trova di fronte al porto di Tragara, ed è denominato “il Monacone” da Foca monaca che vi ha abitato fino al secolo scorso.
Il nome “Faraglione” deriva quasi certamente dalla parola greca “pharos”, che significa faro: in antichità per guidare la navigazione venivano usati i monti vicino alle coste come fari, collocando sulle loro cime dei fuochi di segnalazione da tenere accesi durante tutta la notte. I marinai romani e greci appena erano in grado navigavano a vista delle coste per meglio orientarsi.
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7 Commenti a “La torta caprese”

  • Ciao sono Maria Grazia, ma sono conosciuta come Picetto, ti ho trovata per caso e non ho potuto fare a meno di diventare una lettrice del Blog con i baffi, adoriamo i gattini, ne abbiamo tre di cui l’ultima arrivata è stata salvata da mio figlio minore. Le tue ricette sono splendide e non vedo l’ora di poter fare un giro nel tuo mondo. Ciao
    M.G.

  • chabb scrive:

    è proprio vero che è dagli errori che a volte escono cose meravigliose !! mitica Micio !!

  • admin scrive:

    grazie stregassa mia bella……. ;-)

  • admin scrive:

    … ma grazie cara, sono contenta che ti sia piaciuto il blog….Il tuo nome è davvero sfizioso, a cosa è dovuto?
    Un grosso miao ed a presto rileggerti :-) )

  • Silvia scrive:

    Sai che non l’ho mai preparata, segno la ricetta, un abbraccio SILVIA

  • picchio scrive:

    Sono Picchio , volevo farti notare cara Micio che la torta a me dedicata è bella solo in foto perchè putroppo non l’ho ancora provata !!! Brava Micio !!! Ciao !!!
    by Picchio & Angela

  • admin scrive:

    wèèèèèèèèèèèèèè………………….. non ci posso credere!!! E’ bellismo leggervi sul mio sito….. La torta l’assaggerete presto, promessa di micio.
    P.S.: i profiterole (si scrive così?) erano divini…. grasssssieeeeeeeeeeee…………. di tutto, in particolar modo della vostra piacevolissima compagnia
    Micio

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Questo blog di cucina nasce dalla mia passione per essa, dall’esigenza di mettere in ordine nel mio “bagaglio” ricette e….. perchè no, dalla speranza che qualcuno, nello sfogliare queste pagine, smetta di digiunare e cominci ad aver voglia di assaggiare…….. sentire i profumi…. aver voglia di provare……anche soltanto di cucinare per chi amiamo. A questo scopo, nelle ricette del mio blog, troverete risposta a molte di quelle domande che spesso ci poniamo quando ci adoperiamo in cucina, soprattutto agli inizi. Il cibo ci fa star bene, ci fa socializzare: cosa c’è di più bello del riunirsi attorno ad un tavolo con amici o parenti, magari con un buon bicchierozzo di vino, e deliziarsi con cibi genuini godendo della compagnia di chi ci vuol bene?.. E’ un vero e proprio toccasana per il fisico e lo spirito!! Ricordiamoci però che “in medio stat virtus”, perciò NON esageriamo altrimenti, parafrasando una ben nota pubblicità, diventeremo “tutta ciccia e brufoli”…. OK??? Ora, visto che la mia vita è “un’altalena” in tutti i sensi, le ricette che vi proporrò saranno le più disparate e seguiranno l’andamento incostante dei miei stati d’animo: essendo una donna che lavora, cucino spesso piatti veloci ma, quando ho tempo mi dedico alla preparazione di piatti tipici della mia regione (e non solo); a volte mi capita di prediligere la cucina “sana” ma poi ho anche voglia di coccolarmi cucinando piatti che soddisfino il “palato” e che fanno tanto bene al “cuore”; adoro avere sempre qualcosa di buono, confezionato da me, per la colazione e la merenda di tutta la famiglia…. naturalmente anche questo tipo di preparazioni risentono del mio “status”. Una costante nella mia vita però c’è……. L’AMORE PER MIO FIGLIO!!..... è, e sarà sempre, la cosa più bella di tutta la mia vita!!!!! Non da ultima, infine, la passione per la mia bella Napoli, per la nostra meravigliosa Italia e per il mare; al riguardo, tempo permettendo, pubblicherò nel mio blog: foto, aneddoti, curiosità e tanto altro.
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